Due chiacchiere con... Nicola Orizio

Nicola Orizio
Nicola Orizio

Ad un giorno dalla ripresa effettiva, abbiamo il piacere di scambiare due parole con Orizio Nicola, attaccante del 1984 in forza alla Polisportiva Provagliese. Nicola è conosciuto per le sue annate storiche a Cazzago, la sua carriera tra i dilettanti è anche sfortunata, infortuni seri spesso hanno condizionato la sua vita da calciatore, rischiando così di lasciar il calcio troppo presto, ma la voglia di insaccare quei palloni non è mai scappata ed è forse per questo che ormai nel pieno della sua maturità calcistica, Orizio sta finalmente trovando la giusta continuità, merito anche della Provagliese, il giusto ambiente per poter ritrovar il giusto equilibrio, proprio la Provagliese autentica rivelazione del girone A di terza, ha fatto trovare il giusto imprinting a Nicola, che prima di tutto come tiene a precisare più volte lui stesso, a Provaglio lo fanno sentire un giocatore al 100% oltre che una persona.

Cosa ti ha spinto a sposare la causa del Provaglio?

"La causa che mi ha spinto a sposare Provaglio è stata la voglia di rimettermi in gioco, poi lo dovevo al capitano Francesco Gotti, mio carissimo amico che voleva, dopo anni di corteggiamento, che andassi con lui a giocare, appunto qui a Provaglio"

Dopo diverse stagioni, dopo dei brutti infortuni, ora hai ritrovato il giusto ambiente, ripagandolo a suon di gol, credi sia una seconda rinascita?

"Non credo ad una rinascita, è grazie ad un gruppo fantastico ed al lavoro duro fatto in ogni singola seduta, non dico di essere come prima però sto trovando delle soddisfazioni importanti".

Hai qualche rammarico?

"Non ho nessun rammarico, quello che ho fatto, ho fatto, ora si guarda avanti partita per partita".

Hai qualche ambizione particolare in questa seconda parte di campionato?

"Sì, son andato a Provaglio per provare a riportare la Polisportiva Provagliese nelle categorie dove merita".

Cosa speri di lasciare a Provaglio?

"Questo ancora non lo so, spero di continuare a dare il mio contributo, se c’è il giusto mix possiamo toglierci grandi soddisfazioni".

Alessandro Alberti